Industria dell’auto in crisi: lettera aperta al Cav. Silvio Berlusconi
Che l’industria automobilistica stava andando male, l’avevamo capito tutti.
Ma che dobbiamo essere sempre noi italiani a pagare i buffi, mi sembra veramente offensivo.
Ma allora perchè il Pres. del consiglio Silvio Berlusconi vuole sostenere economicamente le case automobilistiche?
Lettera aperta al Cav. Silvio Berlusconi:
Caro Cavaliere,
l’idea di versare ancora soldi nelle casse delle case automobilistiche, non è assolutamente compatibile con le esigenze reali di questo paese.
La crisi sta soffocando l’industria dell’auto, non solo italiana ma mondiale.
Mi consenta di elencare, secondo il mio modesto parere, le probabili cause.
Caro benzina:
Nonostante sia calato il prezzo del petrolio, la benzina mantiene ancora un costo esorbitante.
Nessuno controlla le compagnie petrolifere, e come si dice, quando il gatto non c’è i topi ballano!
Mi sembra ovvio che se la benzina costa troppo l’auto viene sostituita dai mezzi pubblici oppure da veicoli a due ruote.
Monopolio delle assicurazioni:
L’assicurazione RCA è per molti un vero problema.
Ormai è da troppo tempo che le assicurazioni decidano il bello e cattivo tempo a loro piacimento.
Ma mi sbagliano o anche qui ci sono topi che ballano?
Anche in questo caso i vari governi non hanno mai preso in esame questo problema, ma per noi comuni mortali l’RCA è peggio della ghigliottina!
Anche qui…calano gli incidenti stradali ma i premi assicurativi salgono.
I prezzi di listino delle auto:
Acquistare un’auto è una delle scelte più importanti nel bilancio economico di una famiglia.
Il costo di un’utilitaria (dai 10.000 ai 17.000 € circa) per molti di loro è un grosso investimento.
Nella maggior parte dei casi è solo un motivo per mettersi nelle mani di una finanziaria (o strozzini) scelga lei!
Con i problemi della borsa mondiale, ma chi si impegna più con una banca per avere l’auto nuova?
E’ come fare 1 + 1……. a casa mia fa 2 ma da voi?
Manutenzione dell’auto:
Avete voluto far credere agli italiani che con il Decreto Monti sarebbero diminuiti i costi di manutenzione dell’auto.
Si fatica molto ad avere i listini e i piani di manutenzione dalle case costruttrici, pertanto diventa difficile mettere un’officina indipendente nelle migliori condizioni per poter tagliandare una vettura, senza logicamente compromettere la garanzia di casa madre.
Molti italiani hanno paura, non vogliono perdere la garanzia e si affidano quindi alle concessionarie.
Andare in BMW o da Bulgari, è la stessa cosa.
Intanto l’officina indipendente viene ancora considerata una struttura superficiale ed impreparata.
Le ricordo inoltre che la normativa Ber decadrà nel 2010….come vi state organizzando?
Secondo lei un un italiano medio può acquistare un’auto nuova quando la vecchia gli costa ancora un occhio della testa?
Come vede ci sono problemi più grandi da affrontare, dare soldi a Fiat per produrre ancora lo stesso numero di auto, è un’assurdità.
Sarebbe come dare una boccata di ossigeno ad un morto.
La cosa migliore sarebbe diminuire il numero di vetture sulla catena di montaggio, e risparmiare sulle materie prime
Le stesse materie prime che citate ogni volta, per giustificare gli aumenti sui prodotti di prima necessità per noi comuni mortali.
Cordiali saluti
Giuliano Cosimetti
(Un comune mortale)
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Tags: assicurazioni, auto, ber, decreto monti, Fiat, rca, silvio berlusconi


Novembre 5th, 2008 at 17:25
Beh, il prezzo della benzina in Italia è ancora alto anche per via di alcune accise assurde che vi sono ancora, come la tassa per la ricostruzione in Irpinia (o del Belice?) e la tassa per la missione militare in Libia!
Novembre 5th, 2008 at 17:40
Questo è assolutamente vero, ottima osservazione!
Stiamo pagando tasse assurde.
A Roma ci sono moltissimi distributori di carburante in vendita, tutto questo perchè un 65% del prezzo del caburante finisce nelle tasche dei politici.
Ai gestori rimane ben poco, anzi più carburante vendono e più si assottiglia il profitto.
Assurdo!
Giuliano Cosimetti